| Previsioni natalizie su economia e mercati finanziari nel 2012 secondo Mercati&Materie |
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| Spunti di Riflessione |
| Scritto da Riccardo Barbuti |
| Lunedì 26 Dicembre 2011 15:08 |
Fine del ciclo decennale e dell'attuale Secular bear market?Scrivo questa accurata analisi sull'imminente 2012 dopo una due giorni di febbre a 39, addebito quindi gli errori grossolani e le previsioni errate alla recente malattia... Il contenuto di questa personale previsione sull'andamento dei mercati nel 2012 è il frutto della sintesi di diverse opinioni di analisti da me selezionati in questi anni per la loro affidabilità ed indipendenza arricchita da personali considerazioni sulla ricca agenda di avvenimenti che ci attendono nel 2012. Inizio a ricordare che il 2012 sarà un anno bisestile e la tradizione vuole che “anno bisesto anno funesto”. Ora prima di iniziare ad analizzare il quadro futuro, ricordo alcuni passaggi degli ultimi due anni che vanno tenuti in considerazione per le nostre scelte future. DA DOVE VENIAMO: Gli Stati Uniti hanno dimostrato per l'ennesima volta la loro leadership politico economica, la Fed ha sostenuto la debolissima ripresa economica con i QE, Bernanke studioso della grande depressione ha preferito la via di una "Inflationary depression"stampando dollari a più non posso, questo ha sicuramente portato vantaggi al sistema finanziario ed al mercato azionario (gli indici americani sono i più vicini ai top del 2007).
L'economia reale ne ha beneficiato però pochissimo, mercato immobiliare ancora sui minimi, ripresa occupazionale modesta con accelerazione solo negli ultimi tre mesi e consumi buoni ma molto inferiori alle medie storiche.
L'America ha potuto beneficiare dei QE per tenere bassi i tassi sul debito, per quanto riguarda l'ammontare del debito poco ha fatto l'amministrazione Obama per ridurre la spesa, le guerre sono continuate (conflitto Libico si è unito nel 2010 a Iraq ed Afganistan), l'unica cosa che il Presidente ha ottenuto con fatica è stato di alzare il tetto costituzionale del debito. Per quanto riguarda l'Europa poco da dire, i disastri si sono susseguiti negli ultimi due anni, l'egoismo politico nazionale ha sicuramente accentuato la crisi dell'Euro e dei debiti Sovrani, il Premier inglese Cameron nell'ultimo Consiglio europeo ha sancito la rottura del fronte europeo, l'Italia è in balia della speculazione con lo spread intorno a 500 basis point anche dopo l'approvazione della recessiva manovra Monti. La Francia è sotto esame e si prepara a perdere la tripla A, mentre la Germania non si è voluto accollare tutto il peso dei salvataggi europei e si appresta nei prossimi anni a sfruttare un Euro debole per le sue esportazioni (se l'euro riuscirà a passare a nuttata come dicono a Napoli). DOVE STIAMO ANDANDO: La Fed e la Boi hanno da un paio d'anni attuato la politica dei QE, questo ha permesso di tenere bassi i tassi di interesse del debito Sovrano ma allo stesso tempo hanno inflazionato sempre più il mercato di dollari e sterline. Le loro classi politiche come quelle europee hanno tirato a campare, forse il conservatore Cameron ha iniziato tagli sociali importanti, l'unica cosa che ha salvato i governi della famosa Intesa è stata la possibilità di stampare moneta da parte delle loro banche centrali. Infatti gli Stati possono andare in bancarotta solo se non possono stampare moneta. In questo la Bce è arrivata tardi ma sta recuperando terreno, ha acquistato sino ad oggi 200 miliardi di titoli Sovrani Piigs ed assicurato 380 miliardi a tassi bassissimi alle banche europee iniziando ad inflazionare anche l'area Euro. Noi europei siamo tradizionalisti ed arriviamo sempre in ritardo. Nel momento che la Bce ha assicurato il supporto ai debiti Sovrani dei Piigs in difficoltà ha richiesto manovre draconiane e recessive (Grecia, Italia in testa) tutte molto accentuate su nuove tasse piuttosto che su tagli di spesa, quelle con tagli di spesa secondo me arriveranno nella seconda parte della crisi l'anno prossimo, sia in Europa sia in America. "Infatti bilanci pubblici più snelli, aziende ristrutturate e consumi non crollati durante la Inflationary depression saranno un'ottima base per la ripartenza del nuovo ciclo decennale nel 2013".
Ora ci attende un 2012 impegnativo, per l'Italia le difficoltà saranno moltissime (la sotto performance del nostro indice negli ultimi due anni è evidente) le mani forti abbandonavano da anni la nave che stava affondando, il colpo fatale è stato il crollo estivo dei corsi dei Btp. Infatti le nostre banche ne erano piene ed i grafici di Unicredit e Mps parlano da soli, in attesa di ennesime future ricapitalizzazioni. Quello che non giova al nostro Paese è anche la debolezza del nostro esecutivo tecnico, ostaggio di una classe politica che fa finta di ignorare il reale stato del Paese e continua più a difendere i suoi privilegi di Casta.
(ciclo decennale evidenziato da diversi anni da Zio Romolo) L'Italia in questo periodo rappresenta uno dei punti deboli del sistema finanziario mondiale, il nostro debito pubblico è il terzo per grandezza nel mondo, siamo stati già responsabili indiretti del fallimento di MF Global e per questo ad inizio dicembre le autorità finanziarie americane hanno messo lo stop ai loro broker al trading sui debiti sovran europei entro febbraio 2012. Senza i capitali Usa rimarrà solo la Bce ha sostenere debiti e banche europee, ce la potrà fare da sola? Anche la perdita della tripla A da parte della Francia potrebbe essere un detonatore importante per far peggiorare la crisi dell'Euro, una notizia ormai scontata dai mercati ma che dovesse effettivamente verificarsi potrebbe mettere in seria difficoltà le banche francesi, lasciando quindi sulle spalle della Germania l'intero peso di salvare l'area Euro.
Ultima variabile da considerare è la situazione politica Americana, Obama non sembra avere rivali di rilievo, solo che il Congresso in mano ai Repubblicani sta impedendo una efficace politica di governo (veto sui tagli al bilancio, difficoltà nell'alzare il tetto del debito e non ultimo il tira e molla per prorogare di due miseri mesi i benefici fiscali).
Il Presidente insignito del premio nobel della pace sceglierà la via militare per assicurarsi la rielezione? Un conflitto in Oriente distoglierebbe l'opinione pubblica dai temi della crisi finanziaria, rinsalderebbe il patriottismo Usa ma allo stesso tempo darebbe il colpo definitivo all'economia mondiale boccheggiante con un petrolio che tornerebbe a 140 dollari ed il commercio internazionale che si bloccherebbe di nuovo. Monitorare quindi il rating francese, l'andamento dello spead Bund Btp, possibili conflitti mediorientali o qualche altra variabile esogena inaspettata che potrebbe far detonare l'ultima fase della crisi finanziaria. Un motivo i media devono sempre trovarlo, gli analisti pure, quello che io invece penso che avverrà sarà la fase finale del vasto delevereging iniziato negli anni 2000, la definitiva uscita dei piccoli risparmiatori dalla borsa prima del grande rialzo che partirà sui mercati nel 2013 e la quasi totale egemonia americana (dopo il totale annientamento del Giappone negli anni 90, la crisi europea di questa estate e con la Cina fortemente indebolita da un'ulteriore rallentamento del commercio internazionale) Morale, nelle grandi potenziali crisi del 2012 ci saranno da cogliere le opportunità da cavalcare nel nuovo bull market in partenza nel 2013?
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 16 Maggio 2012 09:41 |







